Non è un paese per vecchi: la musica classica di Nicola Elias Rigato

Nicola Elias Rigato

Nicola Elias Rigato esiste veramente, ecco la prova fotografica.

Il pregiudizio che la musica classica sia un qualcosa di creato da genialoidi disoccupati morti da centinaia di anni, praticata da arzilli pensionati e destinata a un pubblico di ottuagenari è presente più che mai, soprattutto in Italia, sedicente “terra della musica”, ma io sono qui a sfatarlo e questa volta ne ho le prove!

La mia prova in carne e ossa si chiama Nicola Elias Rigato, ha 24 anni – possiamo a tutti gli effetti definirlo giovane – e si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo con il massimo dei voti, la lode e menzione d’onore, non pago di tutto questo due anni dopo si è laureato in musica da camera sempre con il massimo dei voti, lode, menzione d’onore e tutta la commissione che a turno gli va a pulire casa.

Attualmente sta studiando composizione a Milano ed è proprio delle sue composizioni che voglio parlare, perché sono a tutti gli effetti composizioni “classiche” con mio sommo gaudio.

La sua è una musica che colpisce cuore e cervello e vi spiego meglio cosa intendo dire: la musica deve necessariamente essere un’esperienza emozionale, deve fare vibrare le corde della nostra anima per arricchire la nostra capacità di provare emozioni, per disciplinarle, per lenirle o a volte per scatenarle, ma non solo, o meglio questo a me non basta, l’ascolto musicale deve coinvolgere anche la parte razionale, la testa deve riconoscere in quella musica un nuovo tassello di una storia ancora viva.
La musica di Nicola produce emozioni profonde e quel senso di riconoscimento gioioso come l’incontro casuale di un amico carissimo che avevamo perso di vista da tempo.

Se non mi credete, ascoltatelo…

Quasi sonata

Sonata, più che quasi sonata questa è proprio una gran bella sonata, per violino e pianoforte o pianoforte e violino, ma impossibile stabilire quale dei due strumenti sia il protagonista tanto è intenso e ben calibrato il loro dialogare.
L’attacco è potente, profondamente moderno e autenticamente classico al tempo stesso, io personalmente avverto gli echi di Beethoven e Šostakovič, e subito il dialogo tra i due strumenti si fa serrato, a tratti estremamente lirico a tratti più duro, mai banale né nella struttura armonica né nella dinamica né nel tempo che vola concitato fino al finale secco che chiude una composizione che viene subito voglia di riascoltare.
Eccellenti gli esecutori, lo stesso Nicola Rigato al pianoforte e Valentino Corvino al violino.


Ianua Caelis

Canone per 7 violini – ebbene sì i miei amati canoni vivono ancora – composto in memoria del Maestro Paolo Ballarin.
La cosa che ho sempre trovato affascinante dei canoni è la capacità di generare bellezza pura attraverso la messa in atto di regole matematiche; il canone di Nicola Rigato non fa eccezione: un motivo elegiaco e ispirato viene ripreso dagli strumenti fino a dilatare la percezione del tempo e del suono, fino a portare l’ascoltatore davanti a quella porta del cielo dove la musica dolcemente sfuma.


La musica di Nicola Elias Rigato è davvero una bella esperienza, ascoltatela perché è un prodotto del nostro tempo e il nostro tempo è figlio di tutta la storia passata proprio come la sua musica, appunto classica.

Tenetelo d’occhio anche sulla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/Nicola-Elias-Rigato-112577629088996/

2 pensieri su “Non è un paese per vecchi: la musica classica di Nicola Elias Rigato

  1. Condivido in pieno e ringrazio l’autore di questo bellissimo articolo… La musica classica sta ritrovando la strada verso la giovinezza, grazie a musicisti come Nicola.
    Ricordiamoci che Mozart è morto a 35 anni.. e tutta le sua musica è stata scritta quindi in età giovanile.
    E’ ora di uscire dai clichè.
    Grazie Nicola per il tuo esempio.

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