Intervista a Davide Storni, coeditore di Classic Corner

Una delle cose che più apprezzo di internet è la possibilità di entrare in contatto con persone che condividono le mie stesse passioni, in questo caso la musica che comunemente definiamo “classica”. Qualche settimana fa sono stata contattata da Davide Storni, ideatore di Classic Corner e quella di seguito pubblicata è un’intervista virtuale in cui Davide illustra il suo progetto. Buona lettura!

Che cos’è Classic Corner?
È un’idea nata discutendo qualche anno fa con un amico, Jacopo, sulla situazione attuale della musica classica, divenuta sempre più un fatto di élite. Pensammo che la musica dovesse essere portata alla gente, suonata dove la gente vive, non solo nei teatri. Quindi ristoranti, bar, piazze, ma anche social network.
Altra cosa che ci sembrò importante fu la valorizzazione della produzione di musica classica contemporanea, pressoché sconosciuta al pubblico, ma anche nei conservatori. La celebrazione dei grandi compositori del passato va benissimo, ma un’arte che smette di produrre novità è destinata a diventare solo archeologia. Ed è un peccato perché anche oggi viene prodotta tanta buona musica.
Così nacque l’idea di Classic Corner, un progetto per diffondere la conoscenza della musica classica, soprattutto contemporanea, e di dare visibilità a giovani musicisti.

E come pensavate di realizzare questa vostra idea?
Iniziammo con l’organizzare dei concerti a Turate, il paese dove vivo, e in alcuni locali di Milano.
Poi costituimmo un quartetto d’archi per proporre la musica contemporanea: nacque il Quartetto Narvalo con Gemma Raneri e Jacopo Cavalli ai violini, Marco Scandurra alla viola e Loris Rossi, violoncello. Io mi occupavo di ricercare la musica da proporre ascoltando, selezionando, scrivendo a compositori. Pian piano abbiamo costruito un repertorio di classica contemporanea unico, con diversi brani mai eseguiti prima in Italia di compositori come Elena Ruehr, Kats-Chernin, Golijov, Bjorklund, Glass, Giddens e altri.
Iniziammo anche a proporre la musica registrata nei concerti su Facebook, dove oggi abbiamo oltre 1800 followers, e Youtube.

Il Quartetto Narvalo in azione durante il concerto “Storie di Donne”

Non ci siamo però limitati alla musica contemporanea: abbiamo organizzato concerti di musica barocca, con la collaborazione di Alessandro Trapasso, e di altri periodi musicali, cercando di dare una panoramica storica della musica classica. In ogni concerto cerchiamo di inquadrare la musica in un più ampio contesto culturale, raccontando la storia dei compositori e delle loro opere. Al pubblico piace questa alternanza di racconto e musica.
I nostri musicisti sono solitamente giovani che stanno cercando di affermarsi nel mondo della musica, cosa piuttosto difficile al giorno d’oggi visti i budget limitati e destinati a poche grandi realtà della musica. Però la passione riesce a far superare anche queste difficoltà.

E adesso come si sviluppa il progetto?
Fare musica classica in Italia non è facile, i ragazzi che suonano per Classic Corner cercano di orientarsi in un mercato del lavoro molto complesso e spesso è difficile avere la loro disponibilità per il tempo necessario per consolidare un ensemble. Il quartetto ha visto diversi cambi di organico e con l’avvento della pandemia si è disperso con il ritorno dei ragazzi presso i loro luoghi di origine, dove possono stare vicini alle famiglie.
Ma Classic Corner continua coinvolgendo nuovi musicisti, come Boris Iliev e Giovanni Capatti (piano) e Priscilla Panzeri (viola). Vista la difficoltà di organizzare concerti dal vivo, abbiamo realizzato dei concerti in streaming su Youtube e fatto delle sedute di registrazione nei momenti in cui le restrizioni agli spostamenti erano un po’ meno severe.
L’obiettivo è quello di continuare a fare musica classica contemporanea con piccoli ensemble. Grazie ai giovani musicisti che collaborano con noi, siamo riusciti a proporre un nuovo video musicale ogni settimana. Su Youtube abbiamo superato i 50 video, tutti prodotti da noi con risorse limitate, ma anche con tanta bravura da parte dei musicisti. In diverse occasioni abbiamo ricevuto i complimenti dai compositori, come Connor Chee e Elena Ruehr, che ci avevano fornito gentilmente e gratuitamente i loro spartiti.

Puoi parlarci di questi compositori? Come hai fatto a trovarli?
Ascolto tantissimi brani di musica classica contemporanea, molti dei quali non mi interessano affatto. Purtroppo la musica classica nel ‘900 è divenuta un fatto di élite, difficile da ascoltare e da comprendere.
Poi c’è un filone di musica classica che invece strizza l’occhio al pubblico, offrendo molte proposte, tutte simili fra loro. Noi cerchiamo una via di mezzo, musica bella, che possa essere proposta anche ad un pubblico di non esperti, ma anche onesta, prodotta non come esercizio di marketing, ma come esigenza di espressione personale.
Devo dire che a partire dall’ultima parte del ‘900 si è visto un ritorno alla musica tonale o comunque ad una musica ascoltabile. Molti autori contemporanei si rifanno in modo esplicito o implicito al barocco, ovvero al momento musicale in cui la musica ha prodotto pura bellezza.
Mi piace anche scoprire storie, di persone e di composizioni. Elena Kats-Chernin, compositrice australiana, ha creato un’opera dedicata alla seconda moglie di J. S. Bach, Anna Magdalena Bach-Wilcke. Si sposò con Bach nel 1721 e gli diede 13 figli, di cui 7 morirono in giovani età. Anna Magdalena supportò il marito anche musicalmente, trascrivendo i suoi spartiti e probabilmente anche offrendogli consiglio. Rimasta vedova mori in povertà, costretta a chiedere l’elemosina del consiglio cittadino. Bach dedicò alla moglie due raccolte di spartiti, suoi e di altri compositori, due notebook ed Elena Kats-Chernin ha dedicato ad Anna Magdalena un terzo notebook. Tutte le volte che abbiamo proposto con il quartetto “From Anna Magdalena’s Notebook” della Kats-Chernin abbiamo avuto un ottimo riscontro dal pubblico, affascinato sia dalla musica sia dalla storia.
Passando dall’Australia agli Stati Uniti, incontriamo Connor Chee, pianista e compositore della Nazione Navajo. Connor è un valido pianista che ha pubblicato diversi album come esecutore per poi dedicarsi alla composizione, essenzialmente di musica per piano. Ed è una musica che affascina subito, onesta, vera, nella quale si sente l’influenza della tradizione di questa grande Nazione, anche se non possiamo parlare di musica tradizionale in quando le composizioni di Connor sono attuali e originali. Connor Chee non solo ci ha fornito gli spartiti delle sue composizioni, ma ci segue con attenzione nelle nostre iniziative.
Queste sono solo due storie di compositori contemporanei che lavorano per tener viva la musica che, nata in Europa, ha unito tutte le culture mondiali. E noi di Classic Corner vogliamo continuare a raccontare queste storie.

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