Toccobarocco – Perché organizzare un festival di musica barocca è una gran figata

Questo nuovo e interessante post non è farina del mio sacco, manco a dirlo, ma mi è stato inviato da Sara Ricci che ci racconta perché è fighissimo nonché importante dare vita a un Festival dedicato alla musica barocca.

Toccobarocco inizierà a Verona il prossimo 14.09 quindi se vi trovate a bazzicare in zona Romeo e Giulietta non perdetevelo!

“Ogni volta che dico di occuparmi di musica barocca, vedo sui miei interlocutori un insieme di punti interrogativi, sopracciglia inarcate e sorrisi di asserzione poco convinti. Quindi di solito aggiungo anche qualche nome – che sia Handel, Vivaldi o Bach – e ottengo finalmente un tanto sperato sospiro di sollievo: sono riuscita a spiegarmi.

Se è vero che la stragrande maggioranza delle persone oggi pensa che la musica classica sia vecchia, estinta ed altisonante, io mi occupo addirittura di una porzione di questa granitica arte. Per essere precisi, del periodo che va dalla fine del Cinquecento al pieno Settecento.

In pratica sono molto nerd, e sento il fortissimo bisogno di diffondere il mio entusiasmo per questo tipo di musica: per esempio organizzando un festival di musica barocca.

Da circa un anno collaboro con Dimostrazioni Armoniche, un’associazione che ha sede a Verona e che ha fatto della divulgazione musicale uno dei suoi capisaldi. In un periodo storico in cui ogni spiegazione assume un tono paternalistico, e in cui in generale si è perduto un sapere musicale comune (e lo si è certo sostituito con altro, ma divagherei), noi cerchiamo di spiegare e fornire chiavi di lettura di concerti e sinfonie alle scuole, ad appassionati, a studenti, a semplici passanti. Ci siamo inventati i concerti-aperitivo (opere intere ridotte nel tempo di un aperitivo), e altri format, per introdurci nella vita quotidiana cittadina, ma la sensazione è sempre quella di nuotare controcorrente.

Il primo problema quando si parla di “musica barocca” – ma forse una più specifica distinzione sarebbe tra musica amplificata e non – è spiegare perché quel tipo di esecuzione, pensata principalmente per sale di palazzo più che per grandi teatri o arene, non è la stessa che si ascolti in un cd, o su Spotify. Anzi, che quella sia assolutamente diversa, e appiattita. La sua forza sta proprio nell’esecuzione, e in un concetto davvero lontano dal nostro modo di pensare: la condivisione di una vibrazione comune, grazie agli armonici sviluppati dal singolo strumento. E’ questo che riempie anche le cavità di un ascoltatore nel pubblico, e fanno risuonare anche il suo, di corpo. I rumori contingenti durante un concerto, come respiri, fruscii di archetti sulle corde o il silenzio che sostiene un solo di viola, sono la vera chiave di lettura di un concerto classico, secondo me.

Poi ci sarebbe sempre il secondo problema da risolvere, e cioè schiodare l’immaginario comune da quell’insieme di regole astruse, codici comportamentali, etichette, e donne grasse che sparano acuti da rompere i vetri, che la musica classica tende a sembrare. Trovo difficile spiegare che ciò che io ho davanti tutti i giorni, è un mondo fatto su misura dell’esecutore, in cui, certo, ci sono priorità ben precise – come il fatto che la parola debba essere intelligibile nonostante tutto – ma che ben si adattava alle esigenze contingenti: si adattava, per esempio, senza problemi un brano per cinque cantanti ad un solo liuto (perché semplicemente non si avevano cinque cantanti!), o si nascondevano goliardicamente significati licenziosi in una melodia con molto, molto pathos,

Il festival è una scusa per mettere sul campo tutto questo: creare le circostanze per un’immersione in un mondo, per travestire la città di musica barocca e creare un punto d’incontro per le persone che in quei momenti vi si trovano e si confrontano. Vorrei che vedendo per la prima volta una tiorba le persone si chiedessero come sia possibile che esista uno strumento così bizzarrramente lungo, o che, ascoltando un’aria di Barbara Strozzi, ci si meravigliasse della sua strabiliante modernità.

Vorrei che la musica tornasse ad essere suonata, elaborata e interpretata, senza quel timore reverenziale di cui non ha per niente bisogno.

Il festival Toccobarocco è alla sua prima edizione, e si svolgerà a Verona tra settembre e ottobre 2019.
Per info e approfondimenti:

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